sirena
Valutazione:
Anno:
2004
Nel 1990 si Laura in Lettere Moderne all'Università Statale di Milano. Fa il suo esordio nel mondo della scrittura nel 1993 con il racconto on line Storie di bambini, donne e assassini. Nel 1995 pubblica il suo primo romanzo intitolato con O ridere o morire. Scrive 12 racconti e 16 romanzi. I generi in cui si cimenta sono vari: spazia dal giallo, alla letteratura per ragazzi, ai thriller.I suoi romanzi e racconti sono tradotti in francese, in castigliano , messicano, in portoghese e in serbo.Nel dicembre 2004 ha vinto il Premio Scerbanenco con Sorelle
Costretta fin dall'età di 16 anni su una sedia a rotelle a causa della rottura di una vertebra per un tuffo in acque troppo basse, ha descritto con stile asciutto il suo percorso di vita nei dieci mesi successivi, in Sirena (2001).
Sirena è il romanzo scritto da Barbara Garlaschelli e pubblicato nel 2004 dalla casa editrice Adriano Salani. È dedicato alle persone che le sono state di conforto e sostegno durante quei dieci mesi drammatici narrati.
Sirena è la storia narrata in prima persona dalla scrittrice all’età di 16 anni. A causa di un colpo contro uno scoglio, perde i sensi e viene portata all’ospedale. I dottori si rendono conto che la situazione è più grave del previsto e decidono di ricoverarla al Policlinico. Il dottor Iceberg, soprannome datogli da Sirena, diagnostica una sesta lesione alla quinta vertebra cervicale. Rimane qui un paio di mesi e poi viene trasferita a Nigaurda, sotto visione del dottor Corona. Sono mesi molto duri per la protagonista, che deve sopportare un busto detto “racket” che le serve a sostenere la spina dorsale ed otto chiodi conficcati in testa con delle viti. I genitori Renzo e Franca le stanno accanto giorno e notte per darle forza e anche grazie ai parenti ed agli amici di sempre che non l’hanno dimenticata riesce a vivere ed augurarsi di guarire o almeno di star meglio. A pagine 59 mi ha colpito la frase “questi amici sono la tua salvezza, senza di loro non riusciresti a trovare la forza di continuare a ridere”. È una frase che condivido perché credo che l’amicizia sia un valore importante e ci aiutano ad affrontare i problemi della vita.
Sirena rimane nel letto tutto il giorno, è immobilizzata ed ha le pieghe sulla schiena. È tetra plegica, cioè non può muoversi neppure con gli arti superiori. Dopo cinque mesi di degenza, la portano in Germania, a Heidelhairg, per far la riabilitazione. Qui si sente ben accolta e l’ambiente che la circonda è molto ospitale e soleggiato. Fa dei progressi e riesce a spingere la carrozzina da sé. Fa amicizia con Antonio, che ha un ruolo di rilievo per superare questa brutta esperienza. Ha due anni in più di lei, è di Napoli ed è qui perché è finito sotto un camion e rischiava di perdere l’uso di un arto inferiore. In questo ospedale vi rimane per quattro mesi. Quattro mesi di speranza ed allegria. “ è solo attraverso l’accettazione della realtà che avverrà la liberazione” pagina 92. A giugno abbandona la clinica ed Antonio, l’amico che ha paura di lasciare. A settembre lei da l’esame a scuola; è promossa. Al ritorno dalla Germania si sente una persona nuova e rigenerata. Si è sentita veramente amata da Antonio ed ora vuole vivere ed essere felice. Ora, dopo 20 anni da quell’incidente, la protagonista muove gli arti inferiori; ma non è più come prima, la sua vita è migliore.
Mi ha colpito molto la speranza di Barbara e la sua affermazione “non si è mai soli una cosa che impari è che ci si può abituare a tutto, persino all’idea di non camminare più!” - pagina 123. e la frase “nessuno capisce veramente il dolore di un altro a meno che non l’abbia provato, occorre quindi rispetto per quello che non si conosce” pagina 130.
Questo libro mi ha lasciato senza fiato. Ora mi scendono alcune lacrime di tristezza pensando a Sirena ed alla nuova vita che sta affrontando. Ci si rende conto che i nostri problemi, che ci sembrano insormontabili, in realtà siano futili e risolvibili. Questo romanzo mi ha aiutata a crescere, ne sono certa! È una storia così vera ed emozionante che l’ho letta nell’arco di tempo di tre ore, senza mai fermarmi!
Ho iniziato a leggere la prima pagina per passatempo e sin dal primo istante, dalle prime parole, ne rimasi colpita!
Consiglio la lettura di questo libro ai miei coetanei, per fargli capire che è molto importante crescere ed accettare le situazioni che la vita ci propone.
Leggendo questo pezzo, Google ha pensato a:

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